mercoledì 27 luglio 2011

Pangea, la tutta terra

Pangea, deriva dal greco pan (tutta) e Gaia (terra), il super-continente di 200'000'000ca. di anni fa che da solo univa tutte le terre emerse.

La sua scoperta (termine non propriamente esatto) si deve attribuire al geologo (esploratore e meteorologo) tedesco Alfred Wegener. Costui, avendo notato su una carta geografica che le coste orientali sud-americane e quelle occidentali africane erano a grosso modo complementari -si univano come pezzi di puzzle-, e, che ciò si poteva applicare su tutte le coste globali, ipotetizzò che in tempi remoti dovessero essere unite le une con le altre (si, propio come in matrimonio). Nulla di così nuovo comunque, similarmente l'ornitologo (giurista ed autore) britannico Philip Sclater, durante il 19° secolo (no, i numeri romani non sono così chic) intuì, data la presenza in Madagascar ed India di lemuri e l'assenza di quest'ultimi nelle terre di collegamento tra i due luoghi (Africa ed Asia minore), che quei primati, i lemuri, avrebbero potuto spostarsi tramite un lembo di terra, che definì come Lemuria (intuizione che si rilevò errata, d'altronde al tempo la teoria della fissità -sia per quanto riguarda quella delle terre emerse sia per quella delle specie- era ancora in voga).
Tuttavia Wegener non venne ascoltato, infatti, per gli intelletuali dell'epoca era difficile immaginare tale condizione (che le terre un tempo erano unite e la terra sotto i loro piedi -che consideravano così solida- si potesse muovere). come biasimarli, l'immaginazione umana ha un limite senza contare che nemmeno Wegener era in grado di rispondere alla domanda "come", ovvero come i continenti, masse così enormi si potessero muovere.
A questa domanda può (oggi) rispondere la tettonica a placche, chiamata così poichè ha due placche di silicone enorme impiantate nelle mammelle, diamo la parola a Monica:
<Salve signora Monica, incominci subito a parlarci della sua storia...>
<Beh, oggi devo fare un servizio fotografico e non ho molta voglia di parlare, sarò schietta,  da tempo si sopettava la mia esistenza, fin da quando un meteorologo, un certo Veghener (per ultimo,ma ci furo altri nomi quali: Ortelius; Bacone; VonHumboldt; Suess; Taylor; Mantovani)
ipotetizzò che le terre si spostassero ed un tempo fossero unite fra loro, ci furono precedenti alla teoria di Veghener, ma tutti azzardavano risposte che a buon ragione sembravano ridicole, giusto per citarne alcune, la terra era una polpetta che col tempo si è espansa (così facendo si sarebbero formati gli oceani), la luna con la sua forza attrattiva fa scivolare le montagne, masse di terra scomparse sotto l'acqua (o nel nulla), cataclismi etc...
Veghener, si dice Veghener, vero?>
<Si, ma si scrive Wegener, continui, continui...>
<Dicevo, Wegener fu il primo ad immaginare che i continenti si muovessero, "slittando" su cuscinetti di roccia più malleabili. Per la formulazione di tale ipotesi deve molto ai suoi contemporanei, che riuscirono (almeno per i primi tratti) a scoprire di quale materiale fosse cosrtituito l'interno della terra.

La pigrizia colpisce ancora...

Vnesco: Terra patrimonio di tutti

Terra patrimonio di tutti eh?

venerdì 22 luglio 2011

o.(v).n.i giappone (durante tsunami)

antenna?

Sensazionale scoperta in Antartide: Team di scienziati scopre una “porta” spazio-temporale


L'Antartide non finirà mai di stupire e regalare nuove sorprese. Il continente più gelido, remoto e inospitale della Terra, con temperature che toccano anche i -80 gradi centigradi, potrebbe nascondere un vero e proprio museo archeologico, sotto la spessa coltre di ghiaccio che avvolge il 95 per cento del suo territorio e che raggiunge una profondità media di oltre 2000 metri. Qui, 4 mila scienziati, di 46 paesi del mondo, conducono da oltre cinquant'anni le ricerche più impensabili e l sempre in questo luogo avvengono strani e incredibili fenomeni scientifici, alcuni dei quali ancora inspiegabili.
E' ciò che è accaduto a un team di scienziati britannici e statunitensi lo scorso mese di maggio.

Gli studiosi stavano lavorando  a un comune progetto di climatologia quando hanno assistito a un evento da film di fantascienza: un insolito vortice, stazionava in quota senza mai muoversi di un solo centimetro, nonostante le elevate raffiche di vento spostassero le nuvole tutt’intorno. All'inizio si era pensato a una tempesta polare ma, la staticità del mulinello e l'inconsueta nebbia che lo avvolgeva, hanno spinto i ricercatori a indagare sul fenomeno. Gli uomini hanno approntato un pallone meteo legato a un argano, completo di  una radio sonda per il rilievo delle proprietà fisiche (temperatura, umidità relativa, pressione e velocità del vento) e un cronometro scientifico per la registrazione dei tempi di lettura. L'oggetto è stato poi  rilasciato e fatto risucchiare all'interno del vortice per il tempo strettamente necessario alle misurazioni.
Dopo alcuni minuti un risultato inquietante: il cronometro segnava la data del 27 gennaio 1965 e tutti i dati calcolati indicavano valori incompatibili con le normali caratteristiche di una tromba d'aria. L'esperimento è stato ripetuto più volte e sempre con gli stessi risultati. Uno degli scienziati che ha partecipato ai vari test, lo statunitense Mariann McLein non solo conferma l'accaduto ma evidenzia anche che l'intero episodio è stato segnalato ai servizi segreti militari e alla Casa Bianca. Da prime indiscrezioni pare che si tratti di una “porta” spazio-temporale, cioè uno “tunnel” che permette non solo uno spostamento geometrico attraverso lo spazio ma anche un cambiamento temporale. Una sorta di viaggio attraverso il tempo (avanti e indietro) e lo spazio.
A qualcuno potrà sembrare  paradossale ma quanto è avvenuto in Antartide potrebbe trovare una spiegazione razionale nella teoria del “Ponte di Einstein-Rosen”. All'inizio del secolo scorso, i due scienziati congetturarono una “galleria gravitazionale” o wormhole, cioè una “scorciatoia” da un punto dell'universo a un altro che consentirebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Come vedete non sono concetti da rubrica di misteri ma vere e proprie nozioni di fisica che ciascuno di noi può approfondire anche attraverso il web. Questo fatto sensazionale arriva in coincidenza di un'altra strabiliante scoperta fatta dai satelliti americani e diffusa dalla rivista Daily Galaxy: la presenza di una struttura antichissima sotto il suolo antartico.
La scoperta ha alimentato la curiosità di ufologi e sostenitori delle teorie del complotto, secondo i quali i militari americani stiano nascondendo il rinvenimento di un UFO o una grande apparecchiatura tecnologicamente avanzata mai vista prima. Ad avvalorare questa ipotesi il fatto che gli scavi siano iniziati in segreto e con una certa celerità. Qualunque cosa sia si tratterebbe di un oggetto vecchio di 12 mila anni! Al momento le autorità statunitensi negano qualsiasi scoperta archeologica a quelle latitudini ma, come esposto da un funzionario del Parlamento Europeo, la scoperta è di una tale portata che tutta la comunità scientifica continua a chiedersi cosa mai stia venendo alla luce in quell'area. Che esista qualche analogia tra la scoperta fatta dai satelliti e il misterioso “mulinello” spazio-temporale?
Noi ovviamente non lo sappiamo ne possiamo confermare la veridicità di tutti questi fatti ma, con le informazioni contenute in questo articolo, speriamo di avervi potuto dare tutti i riferimenti necessari per indagare ulteriormente sul caso.
 -di Roberto Mattei.
Incredibile, esistono macchine capaci di percepire la data in cui si trovano, è questa la vera scoperta!
 http://www.2duerighe.com/tempo-libero/884-sensazionale-scoperta-in-antartide-team-di-scienziati-scopre-una-%E2%80%9Cporta%E2%80%9D-spazio-temporale.html

lunedì 6 giugno 2011

Zwiebelsuppe

Non ricordo esattamente che mese fosse, forse giugno o luglio, mentre ricordo molto bene di quanto pativo il caldo e la sete durante quella gara culinaria, la a Phoenix. Verso la fine incominciai a pensare di poter dare via tutto ciò che avevo nel borsellino per un solo sorso d'acqua, anche bollente che quei chef sprecavano con tanta facilità. Questa sensazione comunque non durò a lungo, perchè la mia attenzione si spostò sulle bizzarie che sarebbero successe negli istanti xxx successivi...

Vincent van Gogh ed il programmatore

"Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occu­piamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura."
tratto da
"Il richiamo di Cthulhu", Howard Phillips Lovecraft 

Immaginate un pittore che sia in possesso di un computer, e con esso ci crei delle immaggini.
Un giorno, incontra un suo amico programmatore che gli chiede di passargli un lavoro che gli era particolarmente piaciuto.
Dopo aver avuto il consenso dal pittore, il programmatore copia l'immagine su un floppy, la trasporta sul suo laptop e la fa vedere al suo amico.
Il pittore, stupito gli chiede come il suo lavoro possa essere sia sul computer che sul laptop, Così, il programmatore gli spiega che il computer ha trasformato l'immagine in codice, che lui ha copiato il codice prima sul floppy e poi sul laptop e che, quest'ultimo l'ha a sua volta riconvertito in immagine.
Per ricambiare la "gentilezza", il progammatore chiede al pittore se possa contracambiare in qualche modo, L'amico fa cenno di si, lui vorrebbe un piccolo programma per cambiare del codice casuale in immagini.
Il programmatore, considerando la richiesta banale, in poco tempo gli fa il programma, con qualche propria aggiunta, giusto per non far sembrare la cosa troppo facile e veloce, poi fanno un pranzo a base di carote e si congedano. Quindi, il pittore, tutto contento incomincia ad usare il programma, inserisce il codice, che consiste in file e file di 1 (1111111111111111111111111111111111111111111111111111), ma non succede niente, capito che il computer non poteva creare immagini con una sola cifra, con un secondo tentativo incomincia ad inserirne il più possibile, 123456789qwasedzxcfrvbgtyhnmjuik,.lopòèà+ù-'ì!"£$%&/()=?^éç°§* etc., ma anche in questo caso, il computer, dopo una specie di lamento, non sforna nulla e null'altro.
Ancora una volta il pittore capisce qual'è il problema: quelle cifre x il pc non significano niente, quindi (il pittore) torna a capo, continua ad inserire una sola cifra: 1, ma qvesta volta, per non ripetere il suo errore ci inserisce degli spazi (111 111111111 11111111 1 1 1 1111111 1 1 1 11111 1 1 1 1 1 11111 1 1 1 111111111111111 1 1111), così dallo schermo del pc si incominciano a vedere delle forme geometriche, MA, CAPITO CHE IL SISTEMA è TROPPO inefficiente torna al secondo metodo, ma x non ripetere l'errore, ripete alcune cifre: 32936784668235476235861253864523641356253467235 (oppure 47  24 64 53 45 85 24 56 35 58 25 57 25 57 24 58), così incominciano a comparire una moltitudine di immagini, ma solo alcune di queste hanno un significato.
Tornato il programmatore, per festeggiare, con una cena a base di rafani giapponesi, il loro rispettivi successi nel campo dell'informatica e del disegno, il pittore chiede al programmatore se, in cambio di un'altro disegno potesse creargli un'altro programma.
Dopo la squisita cenetta, il pittore delucida il programmatore sulla situazione, e questo comprende cosa possa essere utile in quell'occasione: un'intelligenza con un algoritmo capace di distinguere le immagini che sono sensate da quelle che non lo sono.
I due si congedano come solito, ed il pittore ancora più euforico incomincia a digitare numeri a caso, ed il computer, prontamente stampa immagini, disegni, quadri, capolavori, ma il pittore, non ancora del tutto soddisfatto, poichè immaginare e digitare tutti quei numeri casuali era faticoso, ebbe un'idea ancora più geniale (di che cosa?): qualcuno/ qualcosa d'alto poteva inventare ed inserire i numeri al suo posto, non un programma che produceva numeri casuali, perchè non voleva scomodare ulteriormente il programmatore, ma un libro di matematica.

domenica 8 maggio 2011

Foo Fighters sopra San Diego il 30/04/11

Un ricercatore di San Diego, Ed Grimsley, ha catturato quello che lui chiama "uno sciame di più oggetti volanti non identificati a forma di disco che sembra librarsi nel cielo e cambiare direzione, prima di sparire dalla vista". Ed ecco il video del video:


Ora, come fanno notare alcuni commenti della pagina relativa al video, l'ipotesi più probabile oltre a quella dei dischi volanti, è che si tratti di uno sciame di volatili, più precisamente chirotteri detti alla caccia di falene, sfingi o qualsiasi altro insetto, il calcolo per capire se ciò sia possibile dovrebbe essere questo; la dimensione media dei pipistrelli californiani (che si ottiene sommando la dimensione media di ogni specie dividendola poi per il numero delle stesse) come primo dato.

La velocita media dei pipistrelli come prova commutativa. Il calcolo dovrebbe essere questo:
1:65=a:x      1 (dimensione relativa del soggetto) 65ca. (la distanza relativa percorsa in 8-3 secondi) 
a (va sostituito con la dimensione media dei pipistrelli) x (la distanza effettiva percorsa in 5 sec nel caso si trattasse di pipistrelli) ed, una volta convertito in km/H, confrontarlo con la velocità media reale dei chirotteri californiani.
Personalmente, vedendo in prima persona questi animali, sono molto dubbioso.
P.s: corregetemi se sbaglio
P.p.s: i punti gialli sono le stelle, quello nero il Foo Fighter.
http://fratellidiluce.it/sottopagine/Articoli%204/175/Ed%20Grimsleys%20UFO.html?_cache=1304844484?_cache=1304666351?fceu56=dcw435&ufir6=xq34