lunedì 6 giugno 2011
Zwiebelsuppe
Non ricordo esattamente che mese fosse, forse giugno o luglio, mentre ricordo molto bene di quanto pativo il caldo e la sete durante quella gara culinaria, la a Phoenix. Verso la fine incominciai a pensare di poter dare via tutto ciò che avevo nel borsellino per un solo sorso d'acqua, anche bollente che quei chef sprecavano con tanta facilità. Questa sensazione comunque non durò a lungo, perchè la mia attenzione si spostò sulle bizzarie che sarebbero successe negli istanti xxx successivi...
Vincent van Gogh ed il programmatore
"Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura."
Immaginate un pittore che sia in possesso di un computer, e con esso ci crei delle immaggini.
Un giorno, incontra un suo amico programmatore che gli chiede di passargli un lavoro che gli era particolarmente piaciuto.
Dopo aver avuto il consenso dal pittore, il programmatore copia l'immagine su un floppy, la trasporta sul suo laptop e la fa vedere al suo amico.
Il pittore, stupito gli chiede come il suo lavoro possa essere sia sul computer che sul laptop, Così, il programmatore gli spiega che il computer ha trasformato l'immagine in codice, che lui ha copiato il codice prima sul floppy e poi sul laptop e che, quest'ultimo l'ha a sua volta riconvertito in immagine.
Per ricambiare la "gentilezza", il progammatore chiede al pittore se possa contracambiare in qualche modo, L'amico fa cenno di si, lui vorrebbe un piccolo programma per cambiare del codice casuale in immagini.
Il programmatore, considerando la richiesta banale, in poco tempo gli fa il programma, con qualche propria aggiunta, giusto per non far sembrare la cosa troppo facile e veloce, poi fanno un pranzo a base di carote e si congedano. Quindi, il pittore, tutto contento incomincia ad usare il programma, inserisce il codice, che consiste in file e file di 1 (1111111111111111111111111111111111111111111111111111), ma non succede niente, capito che il computer non poteva creare immagini con una sola cifra, con un secondo tentativo incomincia ad inserirne il più possibile, 123456789qwasedzxcfrvbgtyhnmjuik,.lopòèà+ù-'ì!"£$%&/()=?^éç°§* etc., ma anche in questo caso, il computer, dopo una specie di lamento, non sforna nulla e null'altro.
Ancora una volta il pittore capisce qual'è il problema: quelle cifre x il pc non significano niente, quindi (il pittore) torna a capo, continua ad inserire una sola cifra: 1, ma qvesta volta, per non ripetere il suo errore ci inserisce degli spazi (111 111111111 11111111 1 1 1 1111111 1 1 1 11111 1 1 1 1 1 11111 1 1 1 111111111111111 1 1111), così dallo schermo del pc si incominciano a vedere delle forme geometriche, MA, CAPITO CHE IL SISTEMA è TROPPO inefficiente torna al secondo metodo, ma x non ripetere l'errore, ripete alcune cifre: 32936784668235476235861253864523641356253467235 (oppure 47 24 64 53 45 85 24 56 35 58 25 57 25 57 24 58), così incominciano a comparire una moltitudine di immagini, ma solo alcune di queste hanno un significato.
Tornato il programmatore, per festeggiare, con una cena a base di rafani giapponesi, il loro rispettivi successi nel campo dell'informatica e del disegno, il pittore chiede al programmatore se, in cambio di un'altro disegno potesse creargli un'altro programma.
Dopo la squisita cenetta, il pittore delucida il programmatore sulla situazione, e questo comprende cosa possa essere utile in quell'occasione: un'intelligenza con un algoritmo capace di distinguere le immagini che sono sensate da quelle che non lo sono.
I due si congedano come solito, ed il pittore ancora più euforico incomincia a digitare numeri a caso, ed il computer, prontamente stampa immagini, disegni, quadri, capolavori, ma il pittore, non ancora del tutto soddisfatto, poichè immaginare e digitare tutti quei numeri casuali era faticoso, ebbe un'idea ancora più geniale (di che cosa?): qualcuno/ qualcosa d'alto poteva inventare ed inserire i numeri al suo posto, non un programma che produceva numeri casuali, perchè non voleva scomodare ulteriormente il programmatore, ma un libro di matematica.
| tratto da | "Il richiamo di Cthulhu", Howard Phillips Lovecraft |
Immaginate un pittore che sia in possesso di un computer, e con esso ci crei delle immaggini.
Un giorno, incontra un suo amico programmatore che gli chiede di passargli un lavoro che gli era particolarmente piaciuto.
Dopo aver avuto il consenso dal pittore, il programmatore copia l'immagine su un floppy, la trasporta sul suo laptop e la fa vedere al suo amico.
Il pittore, stupito gli chiede come il suo lavoro possa essere sia sul computer che sul laptop, Così, il programmatore gli spiega che il computer ha trasformato l'immagine in codice, che lui ha copiato il codice prima sul floppy e poi sul laptop e che, quest'ultimo l'ha a sua volta riconvertito in immagine.
Per ricambiare la "gentilezza", il progammatore chiede al pittore se possa contracambiare in qualche modo, L'amico fa cenno di si, lui vorrebbe un piccolo programma per cambiare del codice casuale in immagini.
Il programmatore, considerando la richiesta banale, in poco tempo gli fa il programma, con qualche propria aggiunta, giusto per non far sembrare la cosa troppo facile e veloce, poi fanno un pranzo a base di carote e si congedano. Quindi, il pittore, tutto contento incomincia ad usare il programma, inserisce il codice, che consiste in file e file di 1 (1111111111111111111111111111111111111111111111111111), ma non succede niente, capito che il computer non poteva creare immagini con una sola cifra, con un secondo tentativo incomincia ad inserirne il più possibile, 123456789qwasedzxcfrvbgtyhnmjuik,.lopòèà+ù-'ì!"£$%&/()=?^éç°§* etc., ma anche in questo caso, il computer, dopo una specie di lamento, non sforna nulla e null'altro.
Ancora una volta il pittore capisce qual'è il problema: quelle cifre x il pc non significano niente, quindi (il pittore) torna a capo, continua ad inserire una sola cifra: 1, ma qvesta volta, per non ripetere il suo errore ci inserisce degli spazi (111 111111111 11111111 1 1 1 1111111 1 1 1 11111 1 1 1 1 1 11111 1 1 1 111111111111111 1 1111), così dallo schermo del pc si incominciano a vedere delle forme geometriche, MA, CAPITO CHE IL SISTEMA è TROPPO inefficiente torna al secondo metodo, ma x non ripetere l'errore, ripete alcune cifre: 32936784668235476235861253864523641356253467235 (oppure 47 24 64 53 45 85 24 56 35 58 25 57 25 57 24 58), così incominciano a comparire una moltitudine di immagini, ma solo alcune di queste hanno un significato.
Tornato il programmatore, per festeggiare, con una cena a base di rafani giapponesi, il loro rispettivi successi nel campo dell'informatica e del disegno, il pittore chiede al programmatore se, in cambio di un'altro disegno potesse creargli un'altro programma.
Dopo la squisita cenetta, il pittore delucida il programmatore sulla situazione, e questo comprende cosa possa essere utile in quell'occasione: un'intelligenza con un algoritmo capace di distinguere le immagini che sono sensate da quelle che non lo sono.
I due si congedano come solito, ed il pittore ancora più euforico incomincia a digitare numeri a caso, ed il computer, prontamente stampa immagini, disegni, quadri, capolavori, ma il pittore, non ancora del tutto soddisfatto, poichè immaginare e digitare tutti quei numeri casuali era faticoso, ebbe un'idea ancora più geniale (di che cosa?): qualcuno/ qualcosa d'alto poteva inventare ed inserire i numeri al suo posto, non un programma che produceva numeri casuali, perchè non voleva scomodare ulteriormente il programmatore, ma un libro di matematica.
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